olivenöl

Sonntag, 9. August 2015

L’olio di oliva di ieri e l’extravergine D.O.P. di oggi l'olio

Pianella, 22 Luglio 2015   -   Una  Visita guidata alla scoperta della tecnica antica e della tecnologia moderna nella produzione dell’olio di oliva della nostra zona D.O.P. 

(idea ed organizzazione : azienda agricola Tenuta Basciano, a cura di Angelika Wessel)



Pressa a vite in Legno XVIII secolo con fiscolo  antico


Sicuramente 300 anni fa l’olio di oliva non poteva avere il profumo e il sapore eccelente di un Extravergine D.O.P. Aprutino-Pescarese di oggi. Il gruppo di viaggiatori tedeschi ed italiani rimangono sorpresi  quando il Presidente del Consorzio D.O.P. Pescarese Aprutino, Dott. Silvano Ferri gli fa vedere un profondo buco nel pavimento del antico frantoio Trappeto Grande di Pianella, “qui  veniva fatto confluire il mosto oleoso prodotto con il torchio a vite in legno, l’olio essendo più leggero dell’acqua, veniva  “recuperato o pescato” semplicemente con una padella in superficie” spiega agli ospiti stupiti.
Vediamo il torchio a vite in legno di quercia, pesante, nero, impregnato dell’essenza di centinaia di spremiture, lavori e fatiche  immense, mentre i fiscoli antichi sono delle ciambelle ovali, tessuti  grossolanamente, dove la pasta di olive veniva semplicemente inserito all’interno,  poi schiacciati con l’ausilio dell’immenso argano in legno.


L'olio veniva "pescato" 

il bellissimo locale antico con le volte a crociera del Frantoio 

Notiamo le carte di gioco, le bottiglie di vino impolverate, le scritte e annotazioni dietro la porta.  “il frantoio”, spiega L’assessore al turismo Romeo Aramini del Comune di Pianella,  “ era anche un punto di incontro, era situato al centro del paese, lì faceva caldo, c’era tanta gente e ci si andava per chiaccerare o  per passare semplicemente il tempo”.

L’Olio di oliva è stato sempre una merce preziosa, le prime testimonianze sulla produzione di olio d’oliva tra Moscufo, Loreto Aprutino e Pianella risalgono addirittura all’epoca romana, ed è grazie ai monaci  Benedittini che ancora oggi coltiviamo la specie d’ulivo “Dritta”. Ma rimane sorprendente il fatto che la tecnica di poduzione dell’olio d’oliva rimane sostenzialmente invariata fino all’inizio del 900.  L’asino che trottava per ore,  facendo girare le pesanti  macine di pietra sparisce solo con la scoperta dell’elettricità e solo intorno al 1925  grazie all’ingeniere Abruzzese Corradino D’Ascanio viene sviluppato un frantoio più moderno che impegna la pressa idraulica e il sistema di centrifuga per separare l’acqua dall’olio.

Antica macina di pietra


















L’Olio di oliva è stato sempre una merce preziosa, le prime testimonianze sulla produzione di olio d’oliva tra Moscufo, Loreto Aprutino e Pianella risalgono addirittura all’epoca romana, ed è grazie ai monaci  Benedittini che ancora oggi coltiviamo la specie d’ulivo “Dritta”. Ma rimane sorprendente il fatto che la tecnica di poduzione dell’olio d’oliva rimane sostenzialmente invariata fino all’inizio del 900. 


 L’asino che trottava per ore,  facendo girare le pesanti  macine di pietra sparisce solo con la scoperta dell’elettricità e solo intorno al 1925  grazie all’ingeniere Abruzzese Corradino D’Ascanio viene sviluppato un frantoio più moderno che impegna la pressa idraulica e il sistema di centrifuga per separare l’acqua dall’olio.



Bidoni per la conservazione dell'olio - ieri
Conservazione dell'olio - oggi 














 “ancora 50 anni fa, le olive venivano raccolte con le mani e portate al frantoio fino alla fine di gennaio - lì  ovviamente,  non venivano lavate” , siamo  d’avanti ai macchinari  del frantoio la Selva d’Abruzzo di Moscufo e Mauro di Massimo ci fa subito capire che qui non si scherza. Oggi, con l’igiene accurata, la lavorazione immediata delle olive  e una adeguata conservazione dell’olio è possibile raggiugere un livello di qualità dell’olio che in passato era complettamente impensabile.

Dopo la romantica cantina con le volte a crociera dell’antico frantoio, il capannone alto e luminoso della Selva d’Abruzzo con i suoi macchinari luccidi sembrano usciti da un mondo estraneo. Ma le ottime spiegazioni del Maestro frantoiano Mauro convincono subito i tedeschi dai vantaggi  della produzione di un olio di oliva nel ciclo chiuso della continuna.  

Qui  è possibile evitare un eccessivo contatto con l’area, così l’ossidazione dell’olio può essere limitata, si può avere un perfetto controllo della temperatura nel ciclo di mischellamento della massa di olive e  il sistema di centrifuga per la separazione acqua-olio sicuramente non ha niente a che fare con il sistema antico  della padella che pesca l’olio che galleggia sull’acqua. 

Oggi l’olio di oliva extravergine di qualità viene conservato in cisterne di acciaio inox sotto azoto a temperatura controllata, così il straordinario sapore fruttato del nostro olio D.O.P. Aprutino-Pescarese rimane conservato per diversi mesi.  “sarebbe da tornare a Novembre”  dice Stefan, professore all’università di Cologna  “voglio assolutamente assaggiare  l’ olio nuovo,  mi posso prenotare? ...”

Visita al Frantoio moderno  La Selva d'Abruzzo




Questa visita guidata si inserisce nel ciclo delle attività  che l’Azienda Agricola Tenuta Basciano sta per attuare in stretta collaborazione  con il Consorzio  D.O.P. Aprutino Pescarese. La peculiarità della offerta nel turismo rurale è la volontà di permettere al visitatore un contatto personalizzato, un inserimento nell'ambiente rurale fisico ed umano nonché, nella misura del possibile, una partecipazione alle attività, agli usi e ai modi di vita della popolazione locale, al fine di diffondere la conoscenza dei prodotti di alta qualità della nostra zona D.O.P.  oltre i confine regionali e nazionali.


Il nostro meraviglioso olio extravergine 













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